Ipnopedion - Sal Giampino

Ipnopedion Mostra personale di Sal Giampino

Dal 16 al 30 Novembre 2017
Sala Donna Franca, Cantine Florio - Marsala
Vernissage: Giovedì 16 Novembre, ore 18:00
Interventi di Gianna Panicola, Antonino Contiliano
Intervento musicale di Vincenzo Scardino.

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COMUNICATO STAMPA

"IPNOPEDION"
Sal Giampino alle Cantine Florio dal 16 al 30 Novembre.

Sal Giampino torna ad esporre trenta sue nuove opere nella prestigiosa sala Donna Franca delle Cantine Florio di Marsala. La mostra, presentata dal critico d'Arte Gianna Panicola, propone gli ultimi lavori dell'artista, incentrati in quella che si può definire la sua "mission spirituale": "L'affrancamento da ogni condizionamento addomesticante delle realtà terze non condivise". Destrutturare ogni momento di controllo e di assoggettamento alla moltitudine è il percorso filosofico-spirituale che Sal Giampino conduce per mano verso i suoi spettatori, già da qualche anno, nel disincanto che è negazione del condizionante mondo esterno assuefatto alla normalità del vedere senza guardare oltre.

La luce che filtra dalle sue tele è in disarmonia costante con i contenuti affilianti e aggregativi di qualunque "NOI", di qualunque provenienza politica, sociale e mercantile. Il suo distacco dalle ombre della voluta "casualità" spinge l'artista ad esprimere una "causalità" contenutistica orientata alla percezione e all'accettazione esclusiva del proprio Sé che, in tutti noi, è matrice di indipendenza sociale e di integrità comportamentale.

L'artista, col suo lavoro, filtra per noi, attraverso le proiettate stratificazioni cromatiche, le sublimazioni materiche e le intime performance di dinamiche graffiate, una modalità di ricerca che è la base del suo sentire, ma che vuole essere lo spunto di relazione per un pubblico attento e sensibile alla propria personale "naturalità" non soggiogata da alcun potere esterno.

La spinta che Sal Giampino imprime attraverso le sue opere è una pressione costante verso l'accoglimento di un proprio nuovo punto di vista nei confronti di una realtà congelata e servita come unica possibile e condivisibile verità. "Modificare il proprio personale punto di vista è la vera via percorribile perché la realtà, che ognuno di noi crea, possa essere una nuova realtà, più amorevole, più consonante, più accettativa e totalmente non-ipnotica. La felicità".

Sala Donna Franca - Cantine Florio - Marsala.
Vernissage Giovedì 16 Novembre - ore 18:00.
Interventi di Gianna Panicola e Antonino Contiliano.
Intervento musicale di Vincenzo Scardino.

4ARTS Gallery

SCRITTO CRITICO

“L’ipnosi è quasi come uno specchio carnevalesco. Distorce la verità e nello stesso tempo la svela... e può avere conseguenze devastanti per la psiche”.

“Faces in the Crowd - Frammenti di un omicidio”, 2011

Può sembrare il titolo di un film, aggiungo anche di genere fantascientifico, di quelli che ti strappano da terra e ti proiettano in realtà altre, in mondi paralleli, stupefacenti, dove l’Io è dominato dall’alto e dall’altro, e lo stesso effetto “stupefacente” si traduce in deviante sterminatore.

IPNOPEDION è il titolo che dà nome al nuovo percorso creativo-mistico di Sal Giampino. Le opere si presentano come nuove possibilità per poter, in un certo senso, staccarsi dal controllo condizionato e condizionante esercitato dalla società contemporanea. Tale controllo è chiamato da Giampino, IPNOPEDION, dove IPNO sta per ipnosi e PEDION per potere di dominio.

Il vedere passivo, senza nessuno stimolo, le immagini martellate ininterrottamente con ritmo compulsivo dal sistema mediatico, accompagnato dalla fissazione dello sguardo, genera, in alcuni soggetti, la chiusura degli occhi. Si entra in uno stato di sonno e in questo caso possiamo definirlo di torpore. In altri, l’effetto immediato è di trance, di ipnosi progressiva.

“La suggestione ipnotica non riesce che sovra colui che è poco padrone di sé, o per dir meglio non riesce che sovra persona che abbia volontà più fiacca del suggestionante”, scrive Carlo Dossi, in “Note azzurre”.

Sal Giampino, attraverso il guardare oltre il visibile cromatico, stimola il vedere inconscio di ogni singolo. E’ un invito a ritrovare il proprio sé, ad uscire dall’ipnosi. La sua, sottende un’azione terapeutica e spirituale insieme. Il processo pareidolico viene riproposto e intensificato. Gli strati di colore divengono come le varie pagine dei corpi sottili, dal più denso al più etereo, fino ad un vero risveglio emotivo ed animico. Il risultato è un total effect a copertura, intervallato dalle sottrazioni operate dall’azione graffiante delle spazzole abrasive.

L’esistenzialismo informale degli anni 60, aveva alterato i parametri relativi all’oggettività del vedere, del percepire, dell’ingannare l’occhio e del creare opere aperte, tali da imporre un coinvolgimento dello spettatore. Giampino conduce l’osservatore ad un risveglio interiore, chiamandolo a decrittare appieno i distorti messaggi del potere.

Gianna Panicola
Curatrice e Critico d’Arte

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