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"Le Case dell'Infanzia" - Mostra fotografica di Piera Campo e Ania Sadlowska

Chiesa di Sant'Agostino - Trapani - fino al 24 novembre

Le case dell'infanzia

Energie affastellate in una continua apposizione di immagini fotografiche che le due protagoniste hanno saputo sapientemente intercalare in un gemellaggio dei sentimenti e delle vibrazioni. Accolti da un brano musicale, in un loop tutt'altro che alienante, anzi coerente e perfettamente modulato, in funzione esplicativa delle modalità tecniche che hanno condotto il duo ad esprimersi attraverso una ricerca fotografica che è sentimento antico, ma mai passato del tutto, perchè coacervo con altri sentimenti dell'infanzia.

Le Case dell'Infanzia, riconducono tutti ad una ricerca della propria interiorità bambina e non, cosciente e non, ma certamente proiettiva e propositiva del dialogo col mondo. Ecco! L'apertura verso i propri mondi interiori da parte delle due artiste, conduce per mano i visitatori verso le proprie personali aperture ed accettazioni del dimenticato, del rimosso, dell'incondizionata felicità d'esistere come attori recitanti un ricordo comune, ma posto in un cantuccio della propria coscienza per assuefazione alla realtà dominante del quotidiano. Bellissime inquadrature, scatti a volte veloci, a volte pensati, immaginati anche prima, nel cuore e nel pensiero-desiderio. Scelte di accostamenti cromatici e formali che sembrano casuali nella loro limpida causalità. Tagli, seppur netti, prodromi di un continuum visivo non raccontato nè immaginato, ma proiettivo nei confronti di chi guarda attonito non soltanto la loro, ma anche la propria verità e la propria vitalità nella crescita personale, nella formazione culturale, nella capacità singola d'espressione dinamica e costruttiva della propria vita.

Un salto nel passato? Un condimento coccoloso dell'anima? Una visione artistica di un racconto conosciuto da tutti? Immaginatela come volete, questa ammaliante mostra fotografica, ma vivetela visitandola in compagnia delle due artiste con le quali potrete attivare un vostro personale completamento partecipativo attraverso il gioco, che gioco non è, ma assunzione di responsabilità, nel condividere tratti, segni, sgorbi, su una serie di disponibili quadretti per intonare il vostro pensiero in un coro di armonia visiva. Sarà libertà?

Sal Giampino

22 Novembre 2019


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