Manu Hyperbulles

Il paesaggio naturale vive un rapporto intimo con il paesaggio interiore che abita ciascuno di noi.

Ci sono paesaggi nei quali la presenza di chi li ha osservati e vissuti si materializza assumendo una particolare forma. Nei paesaggi dell’artista francese Manu, bolle sospese attraversano, riflettono o ingrandiscono parti di natura, scorci di architetture. E’ il pensiero dell’artista e si muove sul paesaggio, andando oltre gli orizzonti prestabiliti.

Gianna Panicola, Manu e Sal Giampino

Molto simile al fenomeno delle Orbs, le sfere di luce volanti che compaiono spesso sulle fotografie, delle quali non si conosce chiaramente l’origine ma che serbano misteriose presenze. Il pensiero assume, non a caso, la forma di sfera, una forma sacra, dunque, i pensieri/bulles sono positivi, gioiosi. Manu, ci dice attraverso il suo spirito creatore, Hyperbulles, giocando sul concetto di iperbole proiettiva e rivelando il suo spirito giocoso, che l’anima di un luogo una volta scoperta deve essere visitata perché è custode di intime grandezze.

Egli sceglie i paesaggi siciliani come luoghi di appartenenza della sua anima, lì risiede il suo “sentirsi” profondamente italiano nonostante il suo “essere” francese, e li eleva a paesaggi elettivi.

“In Primavera... gli dei parlano nel sole e nell’odore degli assenzi, nel mare corazzato d’argento, nel cielo blu, fra le rovine coperte di fiori e nelle grosse bolle, fra mucchi di pietre... qui capisco quel che chiamano gloria: il diritto di amare senza misura”. Anche Albert Camus come Manu, racconta di “grosse bolle” di una natura gioiosa... oltre.

Gianna Panicola - Curatrice e Critico d’Arte

18 Settembre 2017

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