La Potenza del Sè.

Se riesci a guardare dentro potrai vedere la stessa vita, ma in modi differenti, perchè le persone colorano e disegnano il mondo in base al loro percorso, è così affascinante che potrei non stancarmi mai! Solo guardando dentro le persone puoi trovare strade meravigliose”.
Ejay Ivan Lac

Gero Sicurella su F.A.G.

Gero Sicurella è inconfondibile, unico, vero e potente. Nella moltitudine di “presenze” lo riconosci subito perché quella moltitudine rivela un’antica ossessione per la vita e per un pittore equivale alla più grande ossessione per se stesso. La potenza sta nell’energia che sprigiona dalla sua pittura, capace di causare reazioni sconvolgenti nel corpo di chi l’osserva, allontanamenti e avvicinamenti improvvisi.

E’ mistero e magia, è dominio e rivelazione. Il tocco delicatamente lieve come un alito di vento, soffice e impalpabile, delinea sagome dalla silhouette elegante ed evanescente, a metà tra i tratti fisionomici delle figure preistoriche dal cranio ricurvo e esseri inorganici, in interni ed esterni appena evocati. Sono le sue “impronte”, creature divenute ormai presenze familiari ma mai trasformate dall’inevitabile scorrere del tempo.

Gero Sicurella ce le restituisce sempre uguali e sempre rinnovate, si presentano nuove allo sguardo che le scruta. Universi altri, vicinissimi al nostro, anche se invisibili agli occhi dei comuni mortali, sono tutti immersi in uno spazio a più dimensioni, percepito dalle diverse velature di colore che si sovrappongono.

Sui grigi piombo, grigi azzurri, celesti, blu intensi, si stagliano i rossi porpora, carminio, marroni, rosa tenue, gialli ocra.

Gianna Panicola alla mostra Impronte di Gero Sicurella

Freddo e caldo si alternano, convivono, entrano in contatto, perché è così nella realtà.

Nel ritrarre il paesaggio, la natura è presente in frammenti, in “impronte urbane”, come le figure che la abitano, le quali sono evocate ma nell’evocazione lasciano la loro impronta, la loro traccia.

Sono i frammenti, le piccole parti mancanti che destano curiosità, attenzione e richiamo, perché suggeriscono ogni cosa e non il tutto unico, completo e definito, dove è già stato detto.

Stimolano l’immaginazione, il sogno, luogo di visita, di attesa e di scomparsa.

Sicurella vuole parlarci del mondo circostante relazionato al proprio io e lo fa lasciando al suo pennello il potere di rendere concreta l’evanescente, distesa e policroma IMPRONTA. Dà ingresso a esploratori che abitano il proprio inconscio, desiderosi di entrare in contatto con noi osservatori.

Ha dato forma e colore alle inquietudini sottili, alle ansie irrequiete, mettendole a tacere, instaurando un legame profondo, quanto evocativo, tra visibile e invisibile.

Gianna Panicola - Curatrice e Critico d’Arte

25 Novembre 2017

pubblicato su F.A.G. - Dicembre 2017

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